Scoprire il salumificio Raspini, situato a Viotto di Scalenghe in Piemonte, significa immergersi in un mondo dove la tradizione artigianale si combina con le più moderne pratiche produttive. Fondata nel 1946, questa azienda è diventata un esempio brillante di eccellenza culinaria, dall’affettatura alla preparazione dei salumi, sotto la guida della terza generazione della famiglia Raspini. La visita allo stabilimento offre l’opportunità di vedere da vicino la passione e l’impegno che animano ogni fase della lavorazione.
La Storia del Salumificio Raspini
Dal Laboratorio Artigianale a Leader del Settore
Il salumificio Raspini ha le sue radici nel 1946, quando la famiglia Raspini avviò un piccolo laboratorio artigianale per la produzione di salumi. Negli anni, l’azienda ha saputo evolversi, mantenendo un forte legame con la tradizione salumiera piemontese, e si è trasformata in un’impresa moderna e innovativa. Oggi, sotto la guida di Tiziana Raspini, presidente e amministratore delegato, l’azienda si estende su due siti produttivi in provincia di Torino, oltre a un terzo stabilimento a Sala Baganza, in Emilia-Romagna.
Lo stabilimento di Scalenghe è il cuore pulsante dell’azienda, con una superficie di 61mila mq, di cui 33mila mq coperti. Qui, Raspini produce annualmente circa 900mila prosciutti cotti e oltre 50 milioni di vaschette di affettato. L’acquisizione del Prosciuttificio Rosa nel 2002 e del Prosciuttificio San Giacomo nel 2018 ha ulteriormente ampliato la gamma di prodotti, includendo prosciutti crudi stagionati di alta qualità , puntando anche sull’export.
La Qualità del Prosciutto Cotto
L’Importanza e la Lavorazione del Prosciutto Cotto
Il prosciutto cotto è sicuramente il fiore all’occhiello della produzione Raspini, costituendo il 60-70% del volume aziendale. In un’epoca in cui molte aziende tendono a macellare, Raspini ha scelto di acquistare pezzi anatomici interi, garantendo in questo modo un controllo qualitativo maggiore. Durante una visita all’impianto, Luciano Gennero, responsabile qualità ricerca e sviluppo, spiega che il processo di disosso viene effettuato all’interno dello stabilimento, mantenendo elevati standard di qualità .
In aggiunta, i fornitori di carne variano da produttori italiani a organizzazioni dell’Unione Europea. Paesi come Francia, Germania, Danimarca e Olanda sono le principali origini della carne utilizzata. Questo approccio consente all’azienda di garantire un prosciutto cotto che rispetti le più alte aspettative dei consumatori, sottolineando l’importanza della tracciabilità e della qualità delle materie prime.
Il Nuovo Marchio e le Confezioni Rinnovate
Evoluzione e Sostegno alle Tradizioni Locali
Nel 2024, Raspini lancerà un nuovo marchio, sintesi di un’analisi approfondita delle tendenze di mercato e delle aspettative della clientela. Il nuovo logo, accompagnato dal payoff “Buoni, autentici, genuini“, rappresenta un passo significativo nel rinnovo dell’identità aziendale. Le confezioni di affettati sono state ripensate in modo da riflettere questa evoluzione e l’approccio verso la sostenibilità .
Le nuove vaschette, caratterizzate da un design pulito e trasparente, offrono una visibilità ottimale del prodotto al loro interno. Inoltre, la produzione di queste confezioni implica una riduzione del 40% di plastica rispetto alla linea precedente “Mangia&chiudi“, salvaguardando così l’ambiente. Utilizzando 21 grammi di materiale per ogni vaschetta, l’azienda prevede di risparmiare circa 37mila chili di plastica all’anno.
Queste confezioni non solo informano i consumatori sull’origine e le caratteristiche dei prodotti, ma raccontano anche la storia di Raspini attraverso simboli legati al territorio, come il profilo del Monviso e le colline di Pinerolo, ancorando l’azienda alle sue radici regionali.
Sostenibilità e Responsabilità Sociale
Iniziative Ecologiche e Progetti Sociali
Raspini non si limita a produrre salumi di alta qualità , ma è fortemente impegnata in iniziative sostenibili. Sul tetto dello stabilimento di Scalenghe è già attivo un impianto fotovoltaico, che è stato potenziato nel 2023 con un ulteriore impianto da 500 kWp. Queste misure sono parte di un progetto più ampio che mira a garantire un elevato livello di autonomia energetica.
Anche la gestione delle risorse idriche è un tassello fondamentale della strategia sostenibile dell’azienda. Dopo l’utilizzo, l’acqua viene depurata e riutilizzata, minimizzando l’impatto ambientale del processo produttivo. Raspini ha anche sottoscritto un patto contro lo spreco alimentare con Too Good To Go, che ha permesso di salvare 212mila prodotti in un anno. Inoltre, sono state donate più di 800 kg di prodotti al Banco Alimentare, dimostrando l’impegno dell’azienda in ambito sociale, ricevendo il titolo di “Donatore 2023“.
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