Agevolazioni disabili, accertamento della disabilit� pi� veloce e invio del certificato medico pi� semplice: novit� INPS

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L’iter di accertamento della disabilità in Italia sta subendo una profonda trasformazione con l’introduzione di nuove modalità operative, volte a ridurre i tempi burocratici e a garantire una valutazione più omogenea e uniforme su tutto il territorio nazionale. Uno dei principali interventi riguarda la semplificazione dell’invio del certificato medico introduttivo, che rappresenta il primo passo per l’accertamento della condizione di invalidità civile.
Con il messaggio n. 662/2025, l’INPS ha annunciato un’importante novità: la firma digitale del medico certificatore, obbligatoria fino ad oggi, diventa facoltativa. Questa modifica consente ai medici di scegliere se firmare digitalmente il certificato o inviarlo direttamente all’INPS senza firma digitale, spuntando l’apposita casella presente nella procedura telematica. L’obiettivo è snellire il processo e migliorare l’accessibilità alla documentazione necessaria per ottenere il riconoscimento delle prestazioni economiche legate alla disabilità.
Parallelamente, l’INPS ha previsto il rilascio di una nuova funzione per l’invio dei dati socio-economici e reddituali, fondamentali per la verifica del diritto alle prestazioni economiche. I cittadini potranno accedere a questo servizio attraverso l’identità digitale (SPID, CIE, CNS o eIDAS) direttamente sul portale dell’Istituto, semplificando ulteriormente le procedure amministrative.

Sperimentazione e proroga della riforma
La riforma della disabilità, introdotta con la legge n. 62/2024, è attualmente in fase sperimentale, avviata il 1° gennaio 2025 in nove province italiane: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste.
Il decreto Milleproroghe, convertito in legge e approvato definitivamente il 20 febbraio, ha esteso la sperimentazione ad altre undici province, portando il totale a venti. Dal 30 settembre 2025, il nuovo sistema sarà operativo anche ad Alessandria, Lecce, Genova, Isernia, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza e nelle province autonome di Trento e Aosta.
Oltre all’ampliamento del numero di province coinvolte, il decreto ha prorogato la fase di sperimentazione da dodici a ventiquattro mesi, posticipando al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore della riforma su tutto il territorio nazionale.
Secondo il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, questa fase di transizione rappresenta un passaggio fondamentale verso un sistema più efficiente e inclusivo. L’obiettivo principale è superare la frammentazione tra le prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e sociali, garantendo un approccio più coordinato alla presa in carico della persona con disabilità.

Il nuovo processo di accertamento dell’invalidità civile
Una delle innovazioni più rilevanti introdotte dalla riforma riguarda la modalità di avvio della procedura valutativa, che sarà interamente gestita dall’INPS. Il certificato medico introduttivo diventerà l’unico documento necessario per l’accertamento della disabilità, eliminando l’obbligo di presentare la domanda amministrativa da parte del cittadino o degli enti preposti.
L’INPS sarà responsabile della valutazione unificata della condizione di disabilità attraverso apposite commissioni, garantendo criteri uniformi su tutto il territorio nazionale. Oltre a certificare la disabilità, queste commissioni avranno anche il compito di fornire informazioni sui progetti individuali di vita, assicurando che ogni persona riceva il supporto più adeguato alle proprie esigenze.

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Il “Progetto di vita”
Uno degli aspetti più innovativi della riforma è l’introduzione del cosiddetto “Progetto di vita”, che cambia radicalmente l’approccio nella presa in carico delle persone con disabilità. Attualmente, chi necessita di assistenza deve rivolgersi a più enti separati per ricevere prestazioni sanitarie, sociali o educative. Con il nuovo modello, invece, sarà la commissione multidimensionale a coordinare gli interventi, coinvolgendo direttamente tutti gli enti competenti e garantendo una gestione integrata delle risorse.
Ad esempio, se uno studente universitario con disabilità necessita di un accompagnatore per il trasporto extraurbano, il progetto di vita consentirà di attivare immediatamente i servizi necessari. Il trasporto potrebbe essere organizzato combinando le risorse disponibili, come il pulmino dell’università, l’assistenza di un volontario e il contributo economico dell’ente locale per coprire eventuali spese aggiuntive.
Questo modello rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato, in quanto supera la rigida separazione tra le competenze amministrative e pone la persona con disabilità al centro del sistema.





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