26 Febbraio 2025
di Giuseppe Gaetano, editor in chief
“Supportare un’agricoltura moderna e più sostenibile, grazie a strumenti dedicati evoluti ed efficienti, è una delle principali sfide che attendono il settore bancario“.
Ne è convinto il direttore generale ABI, Marco Elio Rottigni, intervenuto ieri a Roma alle Giornate di studio e di proposta sul credito agrario.
Secondo Istat l’agricoltura italiana è prima in Ue per valore aggiunto, con due solide leadership nella produzione vitivinicola e orticola, ma per Rottigni “rimane cruciale coltivare un supporto finanziario dedicato, tramite una formazione mirata per banche e imprese agricole” – specie le più piccole e a conduzione familiare – se si vuole davvero andare incontro “alle specificità di questo comparto caratterizzato da cicli produttivi lunghi, catene del valore articolate, innovazione tecnologica nelle modalità di coltivazione e raccolta, nonché rischi esterni non gestibili pienamente come quelli derivanti dal cambiamento climatico“.
A dicembre 2024 i finanziamenti alle aziende dei settori agricoltura, silvicoltura e pesca hanno superato 38 miliardi di euro, pari al 5,7% di tutti gli impieghi bancari al settore produttivo.
“C’è spazio per migliorare – ragiona Rottigni -, studiando nuove soluzioni che rispondano alle nuove esigenze delle filiere e abbandonando strumenti finanziari non più utili“. Ad esempio “il privilegio agrario, che non rappresenta più una copertura valida per ridurre il rischio credito“, ma anche “le cambiali agrarie, obsolete in un mondo che va verso il digitale” e “la garanzia sussidiaria Ismea, obbligo oneroso a cui ormai non corrisponde un vantaggio“.
Per questo nelle prossime settimane l’associazione promuoverà un focus group con istituti e organizzazioni al fine di raccogliere “proposte, anche di tipo normativo, per favorire il sostegno creditizio all’agricoltura“.
L’8 e il 9 maggio, inoltre, ABIServizi terrà un corso proprio sulle novità economiche e giuridiche del business, che spazierà dall’evoluzione delle forme tecniche di credito agrario agli standard internazionali per la valutazione del merito dei clienti, all’evoluzione delle garanzie e delle misure di accesso al finanziamento “che vadano oltre il tradizionale credito bancario, spingendosi verso prodotti tipici del mercato dei capitali“.
Dopo la recente partnership tra Masaf e Credit Agricole, e quelle firmate l’anno scorso dal ministero con Intesa Sanpaolo e CDP, giusto oggi pomeriggio UniCredit – al convegno “Consulenza al credito” organizzato dalla CIA a Potenza – illustrerà i contenuti della nuova partnership nazionale appena annunciata con la confederazione degli agricoltori.
L’accordo, ancora tramite una serie incontri formativi, mira tra l’altro a: promozione di un’autentica cultura manageriale negli imprenditori; interazione tra rispettive reti; finanziamento di progetti volti a innovazione, sostenibilità e competitività legati a Pnrr e Psr; erogazione di servizi consulenziali messi a disposizione dal Gruppo attraverso un rinnovato network di 180 gestori dedicati all’agribusiness, collocati sull’intero territorio nazionale, e 15 specialisti per la crescita nello specifico segmento.
Non è finita. Solo ieri UniCredit – che aveva già sottoscritto nei mesi scorsi un accordo di filiera con O.R.O. Sicilia – ne ha siglati altri 3 con altrettante importanti organizzazioni olivicole dell’isola, sempre allo scopo di agevolare l’accesso degli associati a soluzioni creditizie taylor made.
Dei 10 mld stanziati dalla 3° tranche di “UniCredit per l’Italia“, uno è riservato all’agribusiness, senza contare il plafond connesso al piano Transizione 5.0 per ogni genere di impresa che intenda investire in processi di adeguamento energetico e tecnologico.
Polizze agricole più care e rischiose, urgono nuovi accordi tra Stato e Assicurazioni
(Visited 8 times, 8 visits today)
Navigazione fra articoli
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link