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il caso
ACRI La manifestazione degli studenti, l’indagine della procura di Cosenza e il faro della procura dei minorenni di Catanzaro. Acri, comune del Cosentino, è al di alcuni casi di deepfake: oltre 100 immagini che ritraggono minori nude generate con l’Intelligenza artificiale, condivise e diffuse via Telegram. Sul caso indagano i carabinieri del comando provinciale di Cosenza che hanno eseguito alcune perquisizioni anche informatiche alla ricerca di tracce lasciate dai responsabili – ancora ignoti – su pc e smartphone. Intanto il Liceo scientifico di Acri, Julia-Falcone” con effetto immediato ha diffuso una circolare che vieta l’utilizzo dei cellulari agli studenti. Il monito è chiaro: «gli studenti sorpresi dal personale dell’Istituto (docente e ATA), ad utilizzare un telefono cellulare senza previa autorizzazione, saranno oggetto di provvedimento disciplinare (nota, rimprovero scritto, sospensione dalle lezioni)». Inoltre, «il docente della prima ora provvederà a far depositare i telefoni, spenti, in apposito contenitore, provvedendo alla sua custodia in caso di spostamento dall’aula». I provvedimenti disciplinari «producono effetti ai fini dei crediti (per le classi del triennio), dell’ammissione alla classe successiva e agli esami di stato». (redazione@corrierecal.it)
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