LAMEZIA TERME «Le opere pubbliche non andrebbero strumentalizzate o ideologizzate, facendone battaglie politiche: il Ponte sullo Stretto dimostrerà le grandi capacità tecniche e ingegneristiche dell’Italia, e sbaglia anche chi dice che la criminalità ne ostacolerà la costruzione»: così Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, a “Supplemento d’indagine” su L’altro Corriere TV. «È necessario sviluppare il Mezzogiorno, non può essere che tre o quattro regioni del nord trainino l’Italia…».
«Un grande esempio di innovazione»
La maxiopera sarà secondo l’esponente della Lega «un grande esempio di tecnologia e innovazione a livello internazionale, e – attacca – in nessun altro paese al mondo si andrebbe in Europa chiedendo di non dare finanziamenti all’Italia, come qualche governo in passato ha fatto. Stiamo parlando di un’opera che collegherà la Sicilia, polo produttivo di respiro mediterraneo, al resto d’Italia, senza contare gli investimenti, aggiuntivi rispetto agli 8 miliardi del Ponte, di 13 miliardi da spendere per i collegamenti, 17 miliardi per la rete ferroviaria tra Palermo, Catania e Messina e altri investimenti in opere Anas».
Rixi parla di «una scommessa per le future generazioni» e non dimentica poi le ricadute occupazionali: «Mille posti l’anno, per sempre, soltanto per la manutenzione». Infine un riferimento, anche legato alla sua città, sulla ricostruzione del Ponte Morandi: «Penso sia importante pensare alle grandi opere senza il bisogno di aspettare una tragedia… Posso dire che l’Italia ha una grande capacità ingegneristica e, solo per fare un esempio, dopo la Cina siamo il Paese che scava più gallerie al mondo».
Non manca la difesa della fattibilità del Ponte sullo Stretto, anche in riferimento ai paventati rischi strutturali per la sua stessa collocazione su una faglia e con una storicità in fatto di terremoti, ribadendo che «sarà un’opera strategica per tutta la Calabria e trainerà il Mezzogiorno agganciandolo alle direttrici di sviluppo europee, integrando tutti i sistemi infrastrutturali».
Il porto di Gioia nodale in un sistema integrato
Definendola una «eccellenza» italiana, «unico transhipment», l’esponente di governo ha anche rivendicato le battaglie fatte in Ue a difesa del porto di Gioia Tauro quando si parlava di una tassa sulle emissioni che avrebbe colpito profondamente il settore, adesso si tratta di programmare il futuro: dalle nuove aree per la trasformazione e la lavorazione alla cantieristica, nell’ottica di un piano logistico che innerverà un’area industriale dove la Zes unica sarà d’aiuto in termini di maestranze. «Dobbiamo pensare in un’ottica mediterranea, puntando su ordine e tranquillità a traino dell’Europa, in un momento di grandi cambiamenti geopolitici oltre che economici. Dal ministero sono arrivati 140 milioni e l’obiettivo è raddoppiare la capacità partendo dagli 8 milioni di container attuali».
L’alta velocità e le strade
Nella mezz’ora di intervista condotta da Danilo Monteleone, Rixi non ha tralasciato l’alta velocità ferroviaria, definita decisiva proprio in ottica ponte sullo Stretto: «Il tema – dice – non sono i soldi, perché la linea va collegata con la Sicilia per sostenere flussi di traffico importanti altrimenti non ripaga i costi: pensate che la Milano-Firenze si ripagherà in sessant’anni». Certo, chiosa, «buona parte della rete in Calabria è vecchia di un secolo, e i costi di gestione sono elevati per l’alta presenza di gallerie».
Poi la viabilità (sulla carta) minore come la statale jonica 106, sulla quale sono stati fatti gli investimenti più importanti (3 miliardi di euro) dal dopoguerra, sebbene le «regole severe su ambiente e patrimonio archeologico andrebbero riallineate e snellite, anche qui fuori da ideologie e preconcetti: spesso la politica preferisce un consenso immediato a un investimento sul futuro».
Lamezia tra aeroporto ed elezioni
Infine non potevano mancare riferimenti a Lamezia, partendo dal sistema aeroportuale: «Gli scali perseguano obiettivi comuni invece di farsi concorrenza», questo l’invito di Rixi, che poi ammette di puntare a un nuovo piano aeroportuale basato su un dato assoluto: l’Italia cresce nel traffico aereo più di tutti gli altri paesi. Nel caso specifico dello scalo lametino, Rixi lo prende ad esempio come polo per sperimentare progetti integrati e connessione tra aree aeroportuali, trasporto su rotaia e interporti.
Rixi non si sottrae infine ai temi legati alla tornata amministrativa di maggio: «Discuteremo serenamente tra alleati – ha detto il viceministro – nella consapevolezza che abbiamo una classe dirigente locale validissima, poi, certo, verrà il tempo dei tavoli nazionali per le decisioni condivise. Il nostro obiettivo è valorizzare la nostra presenza anche nelle amministrazioni locali, puntando sui giovani che operano con serietà e determinazione. Dopo tutto siamo nati come sindacati territoriali, abbiamo delle aspettative ma non tanto per gestire il potere fine a se stesso: vogliamo valorizzare le differenze e i territori ma cresciamo insieme se stiamo uniti», ha concluso Rixi. (redazione@corrierecal.it)
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