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Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI
NORCIA, 27 feb. 2025 – Una giornata fredda e sferzata dal vento accompagna il mio arrivo a Norcia, dove il termometro segna -1°C.
Le cime delle montagne sono avvolte da una delicata “spolverata” di neve, ultimo ricordo delle recenti precipitazioni che hanno reso il paesaggio ancora più incantevole e fiabesco.
Il mio appuntamento è con il primo cittadino, il sindaco Giuliano Boccanera, è nel suo ufficio provvisorio del Comune, in via Renzi. Mi accoglie con un sorriso caloroso e uno sguardo carico di cortese simpatia.
Con i giornalisti ha sempre mantenuto un rapporto cordiale e aperto. In questi mesi si è prestato a numerose interviste, dimostrando sempre una disponibilità fuori dal comune.
Mai monotono o prevedibile, il suo modo di fare trasmette calma e un’ironia sottile. Non cerca mai di stupire con eccessi o iperboli, preferendo la semplicità di parole dirette e autentiche che conquistano chiunque lo ascolti.
Nato a Rieti il 14 febbraio 1969 sotto il segno dell’Acquario, Boccanera è laureato in giurisprudenza. Parla con franchezza e precisione, colpisce per la chiarezza e per l’assenza di quel linguaggio politico spesso distante dalla realtà delle persone.
Prima di varcare le soglie del comune ho sorseggiato un caffè al bar e un uomo dai capelli bianchi mi ha raccontato di Boccanera con entusiasmo: “Incontrerà una persona autentica, allegra e mai incline a spettacolarizzazioni”.
Parole che trovano conferma nella naturale simpatia di Giuliano Boccanera, evidenti nei rapporti sociali, sempre improntati alla concretezza e alla praticità. La città affronta con determinazione le sfide della ricostruzione e il sindaco parla con noi di progressi nella ripartenza e delle speranze per il futuro.
A nove anni di distanza dal sisma la Rinascita sembra aver imboccato la strada giusta e la conversazione con il sindaco promette di rivelare lo spirito resiliente e appassionato che anima Norcia. Esordisco ponendogli la domanda che tutti si stanno facendo: come sta affrontando questi primi otto mesi di mandato?
Prima, però, cito una sua dichiarazione fatta subito dopo l’elezione che ha segnato un cambio significativo per Norcia, dopo due mandati consecutivi di Nicola Alemanno: “Sarò il sindaco di tutti i nursini. Tutti avranno a disposizione un’Amministrazione che lavorerà per la città”.
Allora Sindaco, come sta andando il suo lavoro finora e quali sono le prospettive per il futuro?
«Il mio è un lavoro che richiede impegno, partecipazione e condivisione, sia con l’Amministrazione che con i cittadini. Abbiamo scelto di coinvolgere la comunità, le associazioni e le categorie economiche in un dialogo continuo per costruire insieme il futuro della nostra città.
Norcia si sta rialzando dopo il devastante terremoto del 2016, che ha messo in ginocchio la nostra economia, la vita sociale e il patrimonio culturale. Oggi, però, iniziamo a vedere la luce.
Il 2025 sarà un anno cruciale: vedremo rinascere alcuni simboli storici, come il Palazzo Comunale, la sede distaccata del Comune e la Basilica di San Benedetto. Dopo nove anni, finalmente, i fedeli potranno tornare a praticare il culto in una chiesa».
Qual è l’iter della ricostruzione?
«Per quanto riguarda la ricostruzione privata, abbiamo già lavorato su oltre 1.400 pratiche, di cui 1.000 hanno portato all’apertura di cantieri. Sul fronte pubblico, i lavori finanziati nella prima fase dal commissario straordinario Guido Castelli sono in pieno svolgimento: abbiamo inaugurato Porta Romana e Porta Ascolana, simboli della nostra città.
Entro febbraio verranno messi in appalto i lavori per la caserma dei Carabinieri e la Castellina del Vignola. Stiamo procedendo con gli interventi su importanti edifici religiosi come Santa Maria Argentea, Sant’Agostino Minore e, a breve, San Lorenzo. Certo, la città è ancora diversa da quella che conoscevamo prima del sisma, ma passo dopo passo stiamo riparando i danni».
Quanti cantieri si prevedono per quest’anno e quante pratiche già sono in fase di progettualità?
«Nel 2025 contiamo di lavorare su circa 500 nuove pratiche, che si aggiungeranno alle 1.400 già avviate.
Sono partiti due cantieri fondamentali: quello del borgo di Castelluccio, con un unico appalto che copre un centinaio di aggregati, e quello di Campi Alto, una frazione gravemente colpita. Ora si procede con le demolizioni e la rimozione delle macerie, attività preliminari agli interventi veri e propri.
Portare le normative nei cantieri, come stiamo facendo qui, è un risultato tutt’altro che scontato: è il frutto di una strategia condivisa con la Regione e il Commissario Castelli. Ogni cantiere avviato è un tassello che si ricompone, un segno tangibile di un futuro che rispetta l’identità visiva dell’Appennino centrale, puntando però a una maggiore sicurezza e sostenibilità».
Castelluccio e Campi rappresentano un modello di ricostruzione per l’Italia?
«Assolutamente sì. A Castelluccio, ad esempio, il progetto da 68 milioni di euro è il risultato di una sinergia unica tra pubblico e privato.
I primi 23 milioni sono stati destinati a lavori cruciali come terrazzamenti, sottoservizi e strade, garantendo sicurezza sismica e preservando l’autenticità del borgo».
Quanti cantieri hanno concluso i lavori?
«La ricostruzione pesante ha già visto la conclusione di circa 627 cantieri, molti nel centro storico. La ricostruzione leggera, invece, è praticamente completata. Sono fiducioso che, entro tre anni, Norcia dentro le mura sarà ricostruita al 90%, lasciando fuori le chiese».
Come ha reagito il popolo di Norcia alla grande “botta” del 2016 e qual è la situazione oggi?
«I nursini hanno dimostrato grande orgoglio e dignità, nonostante le difficoltà. Molti vivono ancora nelle SAE (soluzione abitativa in emergenza n.d.r), dato che l’80% del nostro patrimonio immobiliare è stato danneggiato.
Tuttavia, la nostra resilienza è straordinaria: negli ultimi tre mesi sono state aperte quattro nuove attività commerciali e a fine marzo riaprirà anche il Grotta Azzurra. Inoltre, due prosciuttifici e salumifici stanno raddoppiando le superfici di produzione, segno della rilevanza del marchio Norcia a livello nazionale e internazionale».
Proprio per l’importanza dei prodotti Norcia gli operatori commerciali chiedono di far ripartire l’economia. Quali sono gli obiettvi principali della sua legislatura?
«Il rilancio del turismo è al centro della nostra agenda. Prima del sisma avevamo 3.700 posti letto e in alta stagione accoglievamo oltre 25.000 persone. Ora stiamo lavorando per ridare slancio all’estate nursina, agli eventi legati a San Benedetto e alla mostra mercato nazionale di Nero Norcia.
La riapertura della viabilità verso Ascoli Piceno sarà un elemento chiave per incrementare l’afflusso turistico. Soprattutto nei fine settimana quando a Norcia senti parlare soprattutto ascolano».
Quando riaprirà il teatro comunale?
«Il teatro comunale riaprirà tra aprile e giugno di quest’anno. È un tassello fondamentale per la rinascita della città e della nostra comunità».
A che punto sono i lavori di miglioramento strutturale dell’ospedale? Quando riavranno i nursini il loro presidio sanitario?
«L’ospedale doveva riaprire a settembre dello scorso anno, ma il programma è slittato al periodo tra giugno e settembre prossimo, a causa di varianti necessarie durante i lavori.
D’altronde, quando si lavora alla rinnovazione di un vecchio complesso si trovano situazioni non preventivate e sono state così apportate delle varianti. Di conseguenza sono stati necessari ulteriori finanziamenti. Con la Presidente della Regione, Stefania Proietti, siamo stati in visita al cantiere di recente e la ditta ci ha assicurato la fine dei lavori tra giugno e settembre».
Da quest’anno l’organizzazione della mostra mercato Nero Norcia è tornata al Comune. Cosa ci dobbiamo aspettare?
«Questa mostra é un patrimonio storico, economico e sociale importante per la nostra città. Abbiamo preso l’impegno di istituire, appena terminata questa edizione, un Ente o una Fondazione, con vari soggetti interessati al bene di Norcia.
La città vanta un ricco paniere di prodotti, tutti di qualità. Ultimamente ai prodotti IGP (prosciutto e lenticchie di Castelluccio) si è aggiunto anche il “Caciottone” prodotto dalla Grifo Latte. La nostra proposta per costituire un Ente o una Fondazione sarà presentata nell’ultimo week end della rassegna. La nuova istituzione avrà il compito di rilanciare questa kermesse».
Obiettivi per il progetto turistico?
«Faremo promozione del territorio, anche se è automatica, perchè quest’area geografica riserva emozioni per tutti. Dobbiamo però lavorare per mantenere viva l’attenzione su questi paesaggi da cartolina.
Tutto questo lo faremo anche a livello di Valnerina, in sinergia con gli altri sindaci costruiremo una visione complessiva che superi il campanilismo per creare valore aggiunto e fissi gli obiettivi primari per il rilancio socioeconomico, turistico e produttivo».
Siamo giunti alla fine di questa chiacchierata e prima di salutarci chiediamo al Sindaco un’ultima battuta: se avesse tutti i suoi concittadini davanti a sé cosa vorrebbe dire loro?
Sorride Giuliano Boccanera e, con entusiasmo e voce sicura, risponde: «Norcia sta tornando a essere quel faro della Valnerina che è sempre stata. Insieme, possiamo continuare a costruire il futuro che la nostra Terra merita, con impegno e determinazione.
Il lavoro che stiamo facendo è solo l’inizio di un percorso che porterà nuova linfa alla nostra comunità. Con questo spirito continueremo a guardare avanti con fiducia».
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