Crotone – Catanfora e Riga: «Il rilancio del centro storico opportunità per il turismo»

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Crotone – Si riapre il dibattito sul centro storico e a farlo sono i due consiglieri comunali del gruppo “Liberi e Forti”, Anna Maria Cantafora e Salvo Riga. I due ex componenti della maggioranza, poi passati all’opposizione dell’amministrazione Voce, riaccendo i rifòettori sulla “città vecchia”.

«Gestire la memoria fa parte della gestione della cosa pubblica. In virtù di ciò, in qualità di consiglieri comunali vogliamo intraprendere un percorso, ed invitiamo ogni cittadino, ad accompagnarci in questo impegno che vogliamo assumere perché riteniamo importante al fine di salvaguardare l’impronta storica e delle tradizioni della nostra città di Crotone rappresentate dal patrimonio artistico e architettonico della “città vecchia”: il Centro Storico di Crotone.

Un luogo che, sotto l’amministrazione attuale, sembra essere stato trasformato più che in passato in una zona abbandonata e marginalizzata, condannato alla “Damnatio memoriae”.

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Un tempo fulcro vitale della città, oggi un “non luogo”.

Anche il nuovo Piano Strutturale Comunale (PSC) nel trattare la “città vecchia” sembra non fare altro che rinviare il problema, con idee che non si integrano con il contesto odierno, così come il programma di “Antica Kroton”.

E, seppur l’amministrazione locale si faccia vanto di promuovere il turismo, c’è da chiedersi: quale tipo di turismo si sta cercando di sviluppare. Il turismo a Crotone, attualmente, si basa principalmente sul mare, un elemento che certamente costituisce una risorsa preziosa, ma che non è sufficiente per creare un’offerta completa e in grado di sostenere tutto l’anno l’industria turistica e quindi far decollare il settore.

Eppure, l’amministrazione insiste nel considerare il mare come l’unico motore del turismo locale, senza fare i conti con la realtà: un centro storico “abbandonato” non può far parte di una destinazione turistica di eccellenza.

Nonostante il centro storico può integrarsi nel futuro porto turistico (che ancora la città attende), in quanto a differenza di un aeroporto, un porto è una struttura dinamica, per questo da sempre diciamo che la “città vecchia” rappresenta il retroporto naturale.

Crotone ha un “brand” naturale, che proviene dalla sua storia che per secoli è stata crocevia di tante civiltà: greci, cartaginesi, romani, normanni, angioini, aragonesi, spagnoli, e le tracce di questi passaggi sono tutte presenti nella “città vecchia”, come un libro di storia.

Per questo è necessario una maggiore sinergia tra le istituzioni competenti per la tutela la protezione e la valorizzazione, ed un punto di partenza può rappresentare l’adozione di un “Regolamento Comunale per la tutela e il decoro del patrimonio culturale e delle attività del centro storico”, per scongiurare che tali tracce del passato siano definitivamente cancellate.

Non basta parlare di turismo per attrarre visitatori, è necessario creare una visione a lungo termine, che sappia combinare la bellezza del mare con quella della sua storia millenaria. Solo così Crotone potrà diventare una meta turistica autentica e sostenibile, e il suo centro storico non sarà più un luogo di abbandono, ma una risorsa da sfruttare e valorizzare. Se l’amministrazione continua a ignorare questa realtà, Crotone rischia di perdere una delle sue risorse più preziose: la propria identità (pare che l’operazione stia avendo successo!!! ).

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È arrivato il momento di ridare vita e dignità a questo spazio, trasformandolo in un centro di conoscenza e cultura. Una proposta che potrebbe risollevare è quella di dislocare futuri corsi di laurea nel centro storico, come avviene in altre città d’Italia come Padova. L’idea di ospitare corsi di laurea nel centro storico potrebbe sembrare una sfida, ma non è un concetto nuovo. Città come Padova, che vantano una tradizione universitaria antica e rinomata, dimostrano come il connubio tra sapere e patrimonio storico possa generare un circolo virtuoso. Il Centro Storico come luogo di promozione e produzione della cultura e della conoscenza può innescare processi virtuosi di ripopolamento con la conseguenza della valorizzazione del patrimonio immobiliare e quindi anche conservativo.

Ciò contribuirebbe anche a contrastare l’idea che Crotone sia solo un luogo di transito per il turismo balneare, dando alla città una nuova identità culturale e accademica che affonda le radici in una storia millenaria.

Va considerato il contesto della “città vecchia”, nell’implementazione di servizi ad hoc, per quanto concerne la raccolta differenziata, le attività di spazzamento e pulizia e gestione del transito dei mezzi. Non per ultimo una maggiore presenza delle forze dell’ordine, al fine di contrastare il fenomeno della microcriminalità che trova rifugio. Non basta potenziare il sistema di video sorveglianza serve un dislocamento attivo.

Crediamo che sia l’ora di ridare centralità alla sua tradizione culturale e storica, e di fare del suo centro storico un simbolo di rinascita e sviluppo».



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