Ue-India: impegno comune per un accordo di libero scambio entro l’anno

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Roma – L’Unione europea cerca di allargare lo spettro delle intese commerciali e politiche forzando l’iniziativa: dopo l’apertura recente alla Cina con la quale si vorrebbero “espandere legami commerciali e investimenti” nonostante le tensioni politiche e le misure difensive su acciaio e auto elettriche in primo luogo, Bruxelles cerca di accelerare la costruzione di un ampio fronte di intese che affermi e rafforzi la posizione europea negli scambi. Massima attenzione è rivolta alla diversificazione dell’approvvigionamento di materie prime e produzioni high-tech.

È il contesto nel quale si è inserito il viaggio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Nuova Dehli: l’incontro con il premier Modi ha fruttato l’impegno comune a concludere entro l’anno un accordo di libero scambio Ue-India. Si profila un partenariato simile agli accordi firmati dalla Unione europea con Giappone e Corea del Sud. “Le priorità devono essere riallineate in tre aree: commercio e tecnologie, sicurezza e difesa, partnership globale”, ha indicato von der Leyen. Importante l’impegno a sviluppare capacità di produzione di semiconduttori sostenibili, sicure e diversificate.

A fronte dell’attacco di Trump alle intese politiche ed economiche fin qui forgiate dagli Usa a livello globale, la Ue cerca di correre ai ripari. Grande interesse da parte dell’India, più che mai corteggiata anche dagli Stati Uniti. Due settimane fa il premier Modi ha concluso con Trump un accordo per risolvere la controversia sui dazi promettendo di acquistare più petrolio, gas ed equipaggiamenti militari americani. E rafforzare la cooperazione anche sulla produzione di semiconduttori.

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“Abbiamo chiesto ai nostri ‘team’ di lavorare per concludere un accordo di libero scambio commerciale reciprocamente vantaggioso entro la fine di quest’anno”, ha affermato Modi alla conferenza stampa al termine dell’incontro Ue-India, due parti, che “condividono le stesse opinioni su pace, sicurezza, stabilità e prosperità” nella regione dell’Asia-Pacifico. Dal canto suo von der Leyen rimarca che “Ue e India sono in una posizione unica per rispondere insieme alla sfida geopolitica e geoeconomica” in una fase in cui “i paesi stanno armando le loro fonti di forza l’uno contro l’altro, che si tratti di risorse naturali o nuove tecnologie, o coercizione economica e militare. Abbiamo visto come le catene logistiche e le dipendenze vengono utilizzate per ottenere influenza o creare divisioni tra nazioni e regioni. Abbiamo visto una postura più aggressiva da parte delle grandi potenze e, naturalmente, i conflitti che hanno destabilizzato intere regioni. Come i paesi, in particolare nel Sud del mondo, stanno cercando alternative a ciò che il sistema internazionale ha offerto loro. E abbiamo visto chiari tentativi di dividere parti del mondo in frammenti isolati”.

Von der Leyen, che sta moltiplicando l’attivismo internazionale della Commissione forte del fatto che è la stessa Commissione a rappresentare gli Stati Ue nei negoziati commerciali, ha teso a esaltare il ruolo centrale nell’India quale leader del cosiddetto Global South: “Presto sarà tra le prime quattro economie più grandi del mondo, è la voce guida del Sud del mondo. L’Europa è una democrazia transfrontaliera unica e un’economia aperta. Il più grande partner commerciale per circa 80 paesi in tutto il mondo. Entrambi abbiamo da perdere da un mondo di sfere di influenza e isolazionismo. Ed entrambi abbiamo da guadagnare da un mondo di cooperazione e lavoro insieme”.

La Ue è il principale partner commerciale dell’India, con 124 miliardi di euro di scambi di merci nel 2023, pari a oltre il 12% del commercio indiano totale. Sebbene il tema Russia non sia stato toccato in quanto tale (Putin è stato invitato formalmente da Modi per una visita in India prevista per l’inizio di quest’anno e Nuova Delhi non ha mai preso le distanze dall’invasione dell’Ucraina) nella dichiarazione finale congiunta von der Leyen e il premier indiano esprimono “sostegno per una pace giusta e duratura in Ucraina basata sul rispetto del diritto internazionale, dei principi della Carta delle Nazioni Unite e dell’integrità territoriale e della sovranità”.

Nella dichiarazione comune Usa-India di due settimane fa, nella quale Trump e Modi hanno annunciato l’impegno a firmare quest’anno un nuovo quadro decennale per la partnership di difesa più importante tra Stati Uniti e India nel 21 secolo, si parla di “sovranità e integrità territoriale” soltanto in riferimento a Stati Uniti e India. Nella dichiarazione comune i due leader si sono impegnati “a esplorare una partnership per la sicurezza e la difesa” ribadendo “il loro impegno per la pace e la sicurezza internazionale, inclusa la sicurezza marittima, affrontando le minacce tradizionali e non tradizionali per salvaguardare il commercio e le rotte marittime di comunicazione”.

Quando si cominciò a parlare di partneship strategica Ue-India, a metà 2020, era sul tavolo anche il capitolo sicurezza e tra gli impegni apparivano obiettivi di non proliferazione degli armamenti e disarmo, tutto il contrario di quanto è adesso nelle agende politico-diplomatiche. Nel dettaglio Ue e India vogliono cooperare nel commercio e nella riduzione del rischio delle catene logistica (va ricordato che circa un quinto dei container trasportati nel mondo passa per la rotta euroasiatica). E ancora: investimenti, tecnologie critiche emergenti, innovazione, transizione industriale digitale e verde (compresi semiconduttori e idrogeno pulito) settori spaziale e geospaziale. Centrali l’accesso al mercato e la rimozione delle barriere commerciali: l’India è uno dei paesi più protetti al mondo.

La Ue punta alla riduzione drastica dei dazi sulle auto e i vini; l’India vuole più accesso a farmaci, prodotti chimici e tessili, acciaio, cemento, prodotti agricoli (tema sul quale emergeranno preoccupazioni in Europa). Il consiglio per il commercio e la tecnologia India-Ue lavorerà per strutturare la cooperazione su catene logistiche, accesso al mercato e barriere al commercio, rafforzamento degli ecosistemi dei semiconduttori (compresa la fornitura), intelligenza artificiale, elaborazione ad alte prestazioni, 6G, infrastruttura pubblica digitale, tecnologie di energia verde, riciclaggio di batterie per veicoli elettrici, dei rifiuti di plastica raccolti in mare e dei rifiuti convertibili in idrogeno verde/rinnovabile.



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